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Proposta di risparmio energetico
Recentemente i Grilli Treviso hanno avanzato la proposta che concerne il risparmio energetico e l’utilizzo di energie rinnovabili. La stessa è stata sottoposta alla commissione ambiente ed è approdata nel consiglio comunale di Treviso.
La mozione è stata illustrata dal presidente della commissione ambiente Michele Chiole e viene votata all’unanimità. L’ordine del giorno è stato condiviso e mandato agli assessorati per l’ eventuali modifiche, lo stesso non ha subito variazione.
Tutto il consiglio comunale di Treviso ha impegnato la Giunta comunale nel perseguimento e nella realizzazione di strumenti come impianti fotovoltaici, impianti di produzione di energia idroelettrica. Si tende al raggiungimento di tali obbiettivi anche con lo stanziamento di fondi destinati all’acquisto di apparecchiature che consentano la rilevazione dei consumi energetici soprattutto negli immobili di proprietà comunale.
Si vuole proporre una formazione tecnica del personale in merito al risparmio energetico e la realizzazione di impianti a energia rinnovabile.
Si offre il risanamento progressivo degli immobili di proprietà comunale attraverso un’azione volta al miglioramento dei consumi energetici. Si consiglia la realizzazione di un piano energetico comunale ed uno sportello di consulenza al pubblico riguardante il risparmio energetico, la bioedilizia degli impianti ad energia rinnovabile.
Si suggerisce una realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica rinnovabile finalizzati alla vendita dell’eccedenza dell’energia prodotta.
Si vorrebbero inserire piani di ristrutturazione e manutenzione straordinaria sugli immobili di proprietà comunale. Interventi utili al fine di raggiungere un miglioramento ed una valorizzazione degli stessi ad esempio con l’isolamento delle pareti, del tetto, con l’istallazione d’impianti a ricambio d’aria con il recupero di calore.
Si propone la precedenza alla valorizzazione degli impianti ad energia rinnovabile e agli impianti che presentano differenze tra costi minori di realizzazione e maggiore energia prodotta.
Nel momento in cui sarà ritenuto opportuno la realizzazione di progetti societari ci si potrà avvalere della collaborazione di aziende di tipo E.S.Co. Le E.S.Co. agiscono come artefici del progetto, per un vasto assortimento di impianti e di settori, assumendosi non solamente il rischio tecnico e di “performance” associato al progetto stesso, ma anche e spesso soprattutto quello finanziario.
Le E.S.Co. si differenzino dalle altre imprese che offrono efficienza energetica (società di consulenza o aziende fornitrici di impianti) per il concetto di contratto basato sul rendimento o, per meglio dire, sul risultato energetico ottenuto. Quando una E.S.Co. intraprende un progetto il suo compenso è strettamente vincolato all’ammontare della quantità di energia risparmiata, dunque alla qualità del risultato conseguito in preciso riferimento a ciò che era stato stipulato.
Un ulteriore elemento caratterizzante nell’offerta E.S.Co. è la possibilità di proporre un intervento di efficienza energetica a costo nullo, tramite una particolare forma di finanziamento che trae la sua ragione d’essere nel risparmio economico di un intervento di efficienza energetica.
I progetti di questo tipo richiedono un grande investimento iniziale, con tempi di pay-back relativamente lunghi. Le E.S.Co. si impegnano a coprire il costo iniziale dell’installazione e di una serie di servizi ad essa correlati, che il cliente pagherà tramite cessione completa o parziale del risparmio ottenuto rispetto al conto energetico pre-intervento, in un tempo mediamente variabile fra i tre e i dieci anni.
Per poter risultare vincente nel conseguimento di quelli che sono i suoi obiettivi aziendali e tenere fede a quelle che sono le sue responsabilità nei confronti della clientela, una E.S.Co. deve possedere una serie di requisiti fondamentali, essenzialmente possedere una elevata competenza in:
• diagnosi energetiche e monitoraggi;
• analisi tecnico-economiche e di ottimizzazione;
• conoscenza della normativa tecnica;
• progettazione esecutiva;
• approvvigionamenti di macchine, apparecchi, materiali e servizi vari;
• installazione di impianti meccanici ed elettrici;
• project management;
• esercizio e manutenzione di impianti;
• aggiornamento sullo stato dell’arte.
Tutti i punti sopracitati sono stati approvati e condivisi senza alcuna votazione.
In merito ai temi proposti il consigliere Borelli interviene con un’unica mozione specificando che rispecchia il pensiero del movimento di cui fa parte e ritiene opportuno l’utilizzo di fonti di energia alternative.
Tutti concorderanno che la tutela dell’ambiente è un bene comune e che per farlo rispettare bisognerebbe cominciare a intervenire in età giovanile e sulle nuove generazioni attraverso l’educazione scolastica, insegnando loro il rispetto per l’ambiente e il territorio.
Tecnici preposti dal comune tramite un’opportuna formazione, l’acquisizione di strumenti e di un data base dove inserire i dati. In questo modo i tecnici hanno la possibilità di monitorare la dispersione termica ed energetica degli edifici; per tanto sono in grado di contenere e controllare gli sprechi ed intervenire sugli immobili conoscendo a priori dove siano le carenze strutturali ed attivarsi con precisione.
Il movimento propone iniziative che portano all’utilizzo di fonti rinnovabili connesse al risparmio energetico per una migliore qualità di vita
Ivana Cappello
IMBALLATI!

In media il 60 per cento in
volume del materiale che si trova in una discarica è composto da
imballi. L’imballaggio non è più solo un sistema per proteggere la merce
durante il trasporto, ma una vera operazione di mercato. Molti imballi
infatti presentano stampe a colori, magari con l’immagine del contenuto,
pensiamo infatti ad una scatole di biscotti o la lattina del tonno in
scatola, gli esempi potrebbero essere milioni. L’involucro è
un’operazione di marketing, è quasi più importante del contenuto, viene
usato per attrarci e farci comprare un prodotto anzichè un altro, più
grande è più attira la nostra attenzione. Ma chiediamoci chi lo paga?
Chi paga la stampa su di esso? Oggetti molto piccoli vengono spesso
inseriti in imballi decisamente più grandi, un esempio mi venne fornito
da un produttore di “Pen Drive”, quelle memorie esterne per computer,
che oggi hanno prezzi irrisori, ma fino a qualche tempo fa potevano
costare anche parecchie decine di euro. L’oggetto in sè è molto piccolo,
ma quasi sempre viene venduto in una confezione dieci volte maggiore.
Quando infatti protestai col produttore, dicendo che le dimensioni
dell’imballo erano decisamente esagerate, mi venne risposto che grazie a
quel tipo di imballo si erano aumentate le vendite, era infatti
difficile giustificare un costo così alto per un oggetto così piccolo,
quindi la confezione giocava un ruolo enorme nella scelta del prodotto,
e il costo era solo di 25 centesimi, a fronte di un ricarico decisamente
molto maggiore. Una riflessione è anche necessaria riguardo agli imballi
multipli, pensiamo al semplice dentifricio, esso viene venduto in un
tubetto, e poi inserito in una scatola di cartone decisamente inutile,
quella scatola, una volta arrivati a casa, finisce direttamente nel
bidone delle spazzature ancora nuova. L’esempio del dentifricio è
sicuramente eclatante, ma nella mia esperienza lavorativa spesso mi
capitano occasioni ancora più paradossali, vi invito a vedere questo
VIDEO. Credo debba far riflettere…… e a
lungo! David Borrelli
Strane tasse!

La tariffa di igiene ambientale è quanto
di più ingiusto io conosca a livello tassativo, non vedo che nesso vi
sia infatti, tra il numero dei componenti il nucleo familiare o la
metratura dall’abitazione nella quale si vive e la quantità di rifiuti e
di inquinamento prodotta. Ora, volendo provare a giustificare il
legislatore, credo possa aver pensato che più persone è uguale a
più rifiuti, non posso quindi che prevedere che chi ha scritto una tale
legge ignori le complicate realtà dei rifiuti solidi urbani. Facciamo
qualche esempio, poniamo infatti che vi sia una famiglia composta di 5
persone che vivono in un’appartamento di 150 metri quadri, e un single
che vive in un appartamento di 60. La tariffa di igiene ambientale che
pagano i primi è esorbitante rispetto a quello che paga la persona che
vive da sola. Ci si aspetta quindi che il single inquini pochissimo
rispetto alla famiglia numerosa. Ma questa aspettativa potrebbe
tranquillamente essere disillusa, un’ipotesi abbastanza realistica
infatti potrebbe dire che il single spesso si preparerà cibi più o meno
pronti e acquisterà prodotti a lunga conservazione, proprio quelli che
normalmente vengono venduti in contenitori di materiale decisamente non
biodegradabile o difficilmente riciclabile. Poniamo poi che la famiglia
numerosa sia attenta alle tematiche ambientali e faccia una puntuale
raccolta differenziata, e magari, come il sottoscritto, eviti il più
possibile di comperare merci non riciclabili, usi prodotti alla
spina, riduca l’uso dei detersivi; mentre il single acquisti prodotti
monodose o monouso, chi inquinerebbe di più? E chi pagherebbe di meno?
Questa legge non tiene conto della realtà, si basa su un calcolo troppo
approssimativo per poterla considerare una legge giusta. Durante
l’ultimo consiglio comunale ho voluto sottolineare quello che ho
scritto ora in questo blog (VIDEO), e altri consiglieri ho notato che
si sono allineati al mio pensiero ( Tonella, Rosi).
380.000 VOLT SULLE NOSTRE TESTE
UN ELETTRODOTTO AD
ALTISSIMA TENSIONE
ELETTROMAGNETICI POSSONO CAUSARE LA LEUCEMIA
INFANTILE
La
società Terna sta per ottenere il via libera per la costruzione di un
elettrodotto ad altissima tensione da 380.000 volt (in tutta Italia non
ne esistono di potenza superiore!) che passerà attraverso i territori
di Scorzè,
Zero Branco, del Parco del Sile, Morgano, Paese, Trevignano e Volpago
del Montello, con piloni alti da 37 a 50 metri.
Sono previste due
sottostazioni ciascuna da 6.000 metri quadri a Padernello e una stazione elettrica da
60.000 metri quadri a Volpago del
Montello.
Importanti studi epidemiologici hanno
stabilito che un inquinamento da campo
elettromagnetico pari o superiore a 0,4 microtesla aumenta le leucemie
infantili, motivo per il quale si consiglia di non superare mai valori
superiori ai 0,2 microtesla.
L’esposizione ad un
inquinamento pari o inferiore a 0,2 microtesla è garantita, però, solo a
ben 134 metri dall’elettrodotto. Il tracciato dell’elettrodotto della
Terna si trova tuttavia a soli 30 metri dalle case più
vicine!
Questa opera porta dei
benefici solo ai grossi gruppi economici mentre ai cittadini porterà
solo disagi, inquinamento elettromagnetico, servitù e svalutazione di
case e terreni; le norme ed il
buon senso vorrebbero l’elettrodotto nei corridoi degradati
già esistenti come l’autostrada A27.
In questo progetto c’è
anche uno specchietto per le Allodole: in cambio del super elettrodotto
ad altissima tensione ne verranno eliminati tre ad alta tensione. È come
se paragonassimo tre bicchieri di vino ad una bottiglia di
superalcolico.
Parleremo di tutto ciò in un
INCONTRO PUBBLICO VENERDÌ
5 DICEMBRE – ORE 20.30 SALA CONSILIARE a
PAESE
(via Sen.
Pellegrini)
Relatori: Dott.
Gennaro Di Giovannantonio (Resp. Medico Nazionale Co.Na.CEM -Coordinamento Naz.le per
la tutela dai Campi Elettromagnetici), Daniela Dussin
(Presidente Co.Na.CEM – Lotta agli
elettrodotti), Avv. Giorgia Pellerano (Aspetti legali e normativi),
Arch. Umberto Zandigiacomi (Presidente Italia Nostra TV – Aspetti
ambientali), Andrea Zanoni (Presidente Paeseambiente – Introduzione e
breve descrizione tracciato e progetto Terna).
Per
informazioni :
cell.: 347/9385856 Andrea Zanoni o 339/5452662 Paola Tonellato -
Internet: www.paeseambiente.org – E-mail:
paeseambiente@ecorete.it
Paeseambiente -
Comitato Salvaguardia
Ambientale Comunale Volpago del Montello – Silis Morgano – Legambiente Istrana – Associazione
Grillitreviso Treviso
Inceneritori

IL FUTURO E’
RIFIUTI ZERO COME SUL BLOG DI OBAMA, LA CALIFORNIA E LA SILICON
VALLEY
LA MARCA CAPITALE
ITALIANA DEL RICICLO NON PUO’ DIVENTARE LA PATTUMIERA DEL
VENETO
LE ALTERNATIVE
ESISTONO PUNTIAMO SU RIFIUTI ZERO, L’INNOVAZIONE INDUSTRIALE E
CIVILE
“Il futuro è Rifiuti Zero come indicato sul blog di Barack
Obama (http://my.barackobama.com/page/group/ReduceReuseRecycle ), come la California di Arnold Schwartzenegger
(http://www.zerowaste.ca.gov ), come la Silicon Valley (http://www.sjrecycles.org ) il distretto industriale più avanzato degli
Stati Uniti, non certo gli inceneritori assistiti di Unindustria che
rappresentano il passato e vogliono trasformare la capitale italiana del
riciclo cioè la provincia di Treviso nella pattumiera del Veneto”.
Questo il messaggio forte e chiaro uscito dalla serata sulle tecniche
Rifiuti Zero organizzata da Grillitreviso e che ha visto la
partecipazione presso la sala dell’Istituto Ipsia “Giorgi” di molte
persone. Ospiti della serata, il giornalista free lance Matteo Incerti,
co-autore di due libri sul tema rifiuti (“Un programma politico per la
decrescita”-2008, “Lo stivale di Barabba-L’Italia sotto i rifiuti”-2008)
ed esperto di queste tematiche e Lucia Tamai, fondatrice dell’associazione
Alisei che si batte per
realizzare le alternative agli inceneritori. Al tavolo dei
relatori anche il consigliere comunale della lista civica Grillitreviso David
Borrelli. In sala anche il consigliere comunale e
capogruppo Franco
Rosi
(lista civica Città Mia) ed il presidente della Treviso
Servizi srl Mirko
Visentin. I relatori hanno spiegato che “gli inceneritori
come indicano diverse ricerche dal Wall Street Journal ed uno stesso
rapporto bancario di Capitalia-Unicredit sono il mezzo più costoso di
smaltimento rifiuti e la loro redditività è condizionata da contributi
pubblici, cioè tasse o balzelli imposti ai cittadini come il cip6,
illegale per l’Unione Europea in quanto non è consentito finanziare la
combustione della parte non biodegrabile dei rifiuti”. E’ stato spiegato
come “oggi esistano le alternative tecnologiche ed economiche agli
inceneritori, sono le più moderne politiche Rifiuti Zero , come indacato
sul blog dello stesso Barack Obama nel gruppo “Reduce, Reuse,
Recycle”, sul sito dello Stato del Governo della California,
come San Josè capitale della Silycon Valley (dove viene chiarito che il
“recupero di energia si attua tramite i materiali biodegradabili con
riciclaggio e compostaggio e produzione energetica -
Avoids
methane emissions from landfills by directing biodegradable
materials to composting or energy
recovery
v(biogas ndr)” non bruciando plastiche e rifiuti
non biodegradabili!), San Francisco, Seattle, Toronto
o la Nuova Zelanda
che si è posta come obiettivo di Stato Rifiuti Zero, tecnica praticata
già dal 70% dei suoi comuni”. “Unindustria vuole far diventare la
provincia di Treviso, capitale italiana del riciclo con obiettivo ad
oggi del 70% di
differenziata la pattumiera del Veneto, assurdo ed anti-economico – ha
detto Lucia Tamai – i piccoli e medi imprenditori, gli artigiani, liberi
professionisti, i lavoratori sappiano che i 450 milioni di euro dei due
progetti di
Unindustria li pagheremo tutti noi, sono soldi pubblici, si bruciano
salute e denaro dei cittadini”. “Si fa assistenzialismo con denaro
pubblico per far cadere Treviso il simbolo d’Italia delle politiche
virtuose di raccolta differenziata che ci stanno spingendo verso Rifiuti
Zero, tutti i trevigiani devono difendere questa realtà virtuosa che si
vuole abbattere portando qui gli scarti di tutto il Veneto” ha spiegato
David Borrelli che
ha aggiunto come sia “necessario che anche il Comune di
Treviso passi alla raccolta differenziata porta a porta come il resto
della provincia, partendo dalla periferia e si attuino piani comunali di
riduzione rifiuti”.
Proprio in provincia di Treviso “esiste il Centro riciclo
Vedelago che insegna come anche tutti gli scarti plastici
ed il secco riciclabile dopo essere stato depurato dalla parte organica
attraverso raccolta differenziata porta a porta e trattamento
bio-meccanico ed essicazione possa esssere trasformato in sabbie
sintetiche per edilizia e stampati plastici riciclando così il 98% dei
materiali, in Sardegna stanno costruendo un centro riciclo modello
Vedelego che ha fatto cancellare il terzo inceneritore, questa è
l’imprenditoria del futuro!” ha spiegato il giornalista free
lance.
Incerti ha portato l’esempio di Reggio
Emilia che sarà il primo comune italiano ad adottare un Piano Comunale
Riduzione Rifiuti, in elaborazione. La stessa città, di 150.000 abitanti
sta passando alla raccolta porta a porta con obiettivo 65% di
differenziata al 2012, “con il sostegno deciso della Lega Nord che pure
è all’opposizione e lo stesso presidente della commissione ambiente
della Camera il deputato leghista Alessandri di Reggio si batte per le
alternative agli inceneritori”.
“Esiste poi un programma europeo lanciato da Acr+
l’associazione dei Comuni e Regioni d’Europa con una serie d’azioni per
ridurre di -100 kg pro capite la produzione di rifiuti”. Azioni come:
prodotti alla spina, acqua del rubinetto, incentivi agli eco-pannolini,
riduzione imballaggi, compostaggio domestico, riuso e riutilizzo di
giocattoli etc. E per i rifiuti industriali ? “Se per la parte domestica
il Veneto con il porta a porta insegna a tutta Italia - ha spiegato Incerti – sui
rifiuti industriali serve un piano attuato ad esempio in altre regioni e
realtà penso a Reggio Emilia, affinchè anche le industrie possano
svolgere la raccolta differenziata degli assimilati industriali con
tariffa puntuale (più ricicli meno paghi) con apposite aree ecologiche
attrezzate presso le loro aziende o nelle aree industriali”. “L’Unione Europa nella nuova
direttiva fissa che almeno
il 70% dei rifiuti industriali venga
differenziato questo in Veneto non avviene ancora per
questa parte di rifiuti, la Regione ne deve tenere conto ed elaborare un
piano dove come minimo si raggiunga questo obiettivo, Treviso che è la ‘Silicon Valley’
d’Italia quanto a produttività deve diventare la Silycon Valley Rifiuti
Zero e la California Rifiuti Zero d’Italia, non la ciminiera-pattumiera
del Veneto” hanno spiegato i relatori. Incerti visionando il progetto di Unindustria ha
subito notato che “è arretrato, perché per i rifiuti
industriali non riciclabili o residui esistono tecniche ben più moderne
di questi forni con camini da 110 metri, stiamo parlando delle
tecnologie “flameless” di ossi-combustione senza fiamma
(che non emettono nanopolveri eliminando la turbolenza nelle combustioni
come evidenziato anche da studi della dottoressa Antonietta Gatti
esperta di nano polveri dell’Università di Modena e Reggio) ideate e
sperimentate agli impianti Ansaldo di Gioia del Colle e già utilizzate a
Singapore”. LA
PROPOSTA VERSO RIFIUTI ZERO 2020: questa in sintesi la
proposta avanzata a fine serata per arrivare a Rifiuti Zero: Piani
Riduzione Rifiuti da adottare in tutti i Comuni (Progetto -100 kg),
Raccolta Differenziata porta a porta con tariffa puntuale per cittadini
ed imprese, Raccolta Differenziata Assimilati Industriali (da adottare
in tutto il Veneto nelle aree produttive),Isole Ecologiche Attrezzate,
Centri di compostaggio (con produzione di biogas per produrre gas metano
da utilizzare ad esempio per mezzi pubblici), Centri di Riciclo Totale
Modello Vedelago che recuperano tutti i rifiuti (in primis quelli
plastici), Impianti di Trattamento Meccanico Biologico a “freddo”,
impianti “Flamless-ossidazione senza fiamma” x residui
industriali difficilmente riciclabili (come quella ideata da Ansaldo a
Gioa del Colle utilizzata a Singapore, Germania e brevetto venduto alla
più avanzata realtà multinazionale tecnologica indiana, tecnologia molto
meno costosa degli inceneritori).
Valeria
Contardi
Addetta Stampa GrilliTreviso
Il caso De Longhi!

Il comune di Treviso rinuncia
a costituirsi parte civile nel processo sul rogo De Longhi. La notizia
arriva il giorno prima del Consiglio Comunale del 29 Ottobre 2008, la
Giunta infatti prende questa decisione a fronte di un rimborso per spese
sostenute complessivamente di 43.000 euro. L’opposizione è compatta nel
contestare questa decisione. Il consigliere Tocchetto apre la
discussione del Consiglio Comunale sottolineando la esiguità della cifra
corrisposta e chiedendo un approfondimento maggiore della tematica
(VIDEO), a questo intervento risponde l’ex
assessore Michele Chiole (VIDEO) contesta i dati del consigliere
Tocchetto e accusa una parte dell’opposizione di speculare sul fatto
avvenuto. Il consigliere Vitale (VIDEO) e di seguito il consigliere Atalmi
(VIDEO) sottolineano invece un aspetto molto
più legale che non ambientale. Io mi sono limitato a chiedere se in quei
giorni (quelli successivi al rogo), si era fatto un analisi anche dei
livelli di polveri sottili? La risposta, non pubblica ma privata dell’ex
assessore Chiole è stata che non si ricorda e di chiedere il tutto al
dirigente del settore ambiente. Lo farò, perchè a me che qualche
tonnellata di materiale sparisca nel nulla senza creare polveri sottili
e quindi inquinamento e danno ambientale non mi convince molto. David
Borrelli
Rifiuti da Ombralonga

Il giorno
dopo l’Ombralonga ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con
Mirko Visentin, il presidente della Treviso Servizi. Era infatti
arrivato in commissione urbanistica munito dei dati sulla raccolta dei
rifiuti derivati dall’ombralonga.
La giornata di domenica 19 Ottobre ha infatti provocato un
picco di produzione dei rifiuti per il centro storico trevigiano. Di
conseguenza sono lievitati anche i costi di smaltimento che è giusto
inserire tra i costi effettivi di tale manifestazione.
Domenica quindi sono state
raccolte:
-6 TONNELLATE di
rifiuto secco non riciclabile, pari ad un costo di smaltimento che
sfiora i 1000 euro
-0,5
TONNELLATE di carta e cartone
-8 TONNELLATE di vetro (quasi solo bottiglie)
-3,6 TONNELLATE di rifiuto da
spazzamento
il totali
supera le 18 TONNELLATE di rifiuto in un solo giorno e solo nel centro
storico.
David
Borrelli
Progetto scuola e pannolini

Il 18 Ottobre 2008 il presidente di Treviso Servizi e io
abbiamo presentato al Consiglio di Amministrazione e ai tecnici della
Treviso Servizi il Centro Riciclo Vedelago. Presenti alla riunione,
oltre a me e Visentin e ovviamente alla proprietà del Centro Riciclo, il
sig. Sergio Vallotto (Coordinatore area tecnica), il sig. Roberto
Gumirato (Consigliere del CDA), il sig. Mario Petrin (Coordinatore
dell’area amministrativa).
Questa visita aveva lo scopo di cercare di trovare una
possibile collaborazione, tra le due società, che avesse come
obiettivo la riduzione del Rifiuto Secco non Riciclabile nel Comune di
Treviso. Ammetto che le posizioni e i punti di vista sono davvero
distanti, la filosofia del Centro Riciclo basata sul recupero massimo
del materiale attraverso una raccolta differenziata spinta porta a
porta, non è ben vista dalla Treviso Servizi, soprattutto nelle persone
di Vallotto e Gumirato, quest’ultimo convinto invece che il miglior
sistema sia l’incenerimento. (Del Signor Gumirato perleremo in altro
post). La Treviso Servizi ritiene che la raccolta differenziata spinta
non sia praticabile in nessuna delle zone di Treviso e l’obiettivo
principe è la riduzione della TIA (la tassa sull’asporto rifiuti, per
capirci).
Dopo lunga
discussione e dopo anche un mio intervento piuttosto “acceso” si è
arrivati ad un punto di convergenza che ritengo oltremodo soddisfacente.
E’ stato proposto al Centro Riciclo di presentare un progetto per la
gestione totale di tutte le scuole del Comune, parliamo di 19 plessi con
diverse migliaia di persone, e un altro che riguardi invece la
separazione e perciò la raccolta differenziata dei pannolini negli
istituti (asili, centri anziani etc) che ne fanno più uso.
Tali progetti dovranno essere
comprensivi del servizio di raccolta, conferimento e smaltimento e
prevedere una forte componente formativa.
Personalmente credo che non si possa, allo
stato attuale, andare oltre questi progetti, lo ritengo un primo
importante passo a tutela dell’ambiente.
David Borrelli
VERSO L'ELIMINAZIONE DEI CANCROVALORIZZATORI
OGGETTO: Un salto paradigmatico culturale ed industriale, GIA’ REALIZZATO, per l’attuazione della strategia Rifiuti Zero (RZ), ovvero il RICICLO TOTALE dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e Rifiuti Assimilati agli Urbani (RAU).
MANAGEMENT SUMMARY
In un viaggio di cinque ore, assieme all’industriale Carla Poli per andare ad un workshop a Genova Sestri Ponente, workshop tenuto con una terza relatrice, l’oncologa Patrizia Gentilini, ho potuto sintetizzare una terna di esperienze già realizzate, che sono in grado di rispondere alla domanda ricorrente, e spesso strumentale, fatta da parte di cittadini e curatori di interessi di cancrovalorizzatori e discariche: ” …..e della frazione secca residua degli RSU e dei Rifiuti Assimilati agli Urbani (RAU) cosa ne facciamo?”.
Le tre realizzazioni di Best Available Methodology (BAM) si trovano: la prima in Sardegna presso il Consorzio Anglona Ambiente in provincia di Sassari, la seconda in Veneto in Comune di Ponte nelle Alpi (PdA) e circondario, in Provincia di Belluno e la terza a Colleferro in Provincia di Roma.
Tre esperienze, tre pezzi che improvvisamente si ordinano e si ricompongono in modo nuovo: questa la prima caratteristica generale del mutamento rivoluzionario (Thomas Kuhn).
La società mista pubblico-privata Anglona Ambiente, composta da un Consorzio di 14 Comuni della Sardegna e dal Centro Riciclo di Vedelago srl (CRV), quale parte tecnologica e di gestione, ha sviluppato in loco un ciclo completo di Raccolta Differenziata Spinta (RDS) e di riciclaggio totale della Frazione Secca Residua (FSR) degli RSU e RAU.
Ponte nelle Alpi e circondario, hanno sviluppato, dapprima col supporto metodologico del Consorzio TV2 Priula per l’organizzazione della RDS, e successivamente con il supporto tecnologico del CRV per la frazione secca degli RSU e RAU, un processo che permette di conferire all’impianto di selezione ed estrusione di Vedelago la FSR per ottenerne il suo completo riciclaggio.
La FSR conferita entra in input in una nuova terza linea di selezione manuale e meccanica e di estrusione, che è in grado di produrre un granulato a matrice prevalentemente plastica, a norma UNI 10667/14, utilizzata per la fabbricazione di diversi manufatti industriali e per l’impiego in edilizia quale aggregante, con grossi profitti economici e vantaggi ambientali, contrariamente a quanto avviene per il costoso smaltimento del Combustibile da Rifiuti (CDR), anche di qualità, per il quale bisogna pagare centinaia di euro a tonnellata fra produzione, trasporto e smaltimento in inceneritore, in impianti industriali o in discarica.
A Colleferro, con la consulenza del CRV, è stata autorizzata la messa in esercizio di un impianto di selezione e riciclo a servizio del Consorzio GAIA, composto dai Comuni della zona sud-est di Roma. Entro il mese di ottobre 2008, entrerà in funzione l’impianto di selezione e, a seguire, l’impianto per la produzione di granulato dalla FSR.
I risultati consolidati dal CRV, divenuto partner industriale dell’Istituto CETMA ( Istituto di Ricerca partecipato da ENEA), consentono di trasferire nelle realtà sopra menzionate, i processi tecnologici raggiunti, tanto che le quote di remunerazione spettanti al Centro vengono corrisposte solo al raggiungimento degli obiettivi previsti.
“La combustione ad alta temperatura è del tutto estranea ai cicli naturali biologici”, come afferma da sempre con insistenza il professor Gianni Tamino. Questo dovrebbe essere la linea guida delle BAM nella gestione dei rifiuti, rifiuti visti come scarti che si devono considerare prodotti da ridurre e migliorare continuamente.
PRIMO ESEMPIO: Il Consorzio sardo “Anglona Ambiente”
In Provincia di Sassari, il Comune di Tergu, capofila in un Consorzio di 14 Comuni per un bacino di utenza di circa 50 mila abitanti, ospita un impianto di selezione e riciclo simile a Vedelago. Il Consorzio di Comuni ha individuato, attraverso un bando pubblico, il partner tecnologico e di gestione nel CRV costituendo con esso la società mista (49% del Centro di Riciclo Vedelago e 51% dei Comuni locali) denominata “ Anglona Ambiente”. Con il supporto e la collaborazione degli enti di controllo, in particolare l’ARPA, è stata quindi attivata una RDS che, partita dal 7% di RD al primo mese era arrivata già al 62%, ed ora, dopo pochi mesi, è al 75% ed in continuo miglioramento.
L’obiettivo della Società di gestione è quello di produrre, ed attualmente è in grado di farlo, una FSR per RSU e RAU che entri in un processo di selezione ed estrusione per il suo riciclaggio totale in un impianto simil Vedelago, in corso di realizzazione.
L’impianto è in fase di completamento e sarà operativo per gennaio 2009. E’ anche stato finanziato in parte dalla UE attraverso il P.O.R.
Tutta l’iniziativa è stata benedetta dal governatore della Sardegna Soru che per questo ha fatto cancellare il terzo inceneritore pianificato in Sardegna.
All’iniziativa sono attualmente interessate e vogliono aderire le province di Olbia e Sassari, e la Regione ha rilasciato autorizzazioni per poter ampliare l’impianto in modo da gestire le raccolte riferite ad un bacino di circa 800 mila abitanti della Sardegna.
Il granulato certificato, derivato dal processo di estrusione della FSR, in miscela con gli scarti derivanti dalla selezione dei RAU e con gli scarti delle industrie locali, sarà venduto in loco a industrie di stampaggio di manufatti in plastica e per l’uso in edilizia, attraverso una nuova società locale collegata, creata ad hoc che impiegherà mano d’opera locale.
SECONDO ESEMPIO: Il comune di Ponte nelle Alpi (PdA) e dintorni
Il comune di Ponte nelle Alpi, e qualche paese limitrofo, attualmente all’85% di RDS, dopo una serie di azioni di miglioramento del processo di raccolta, ora è in grado di inviare la sua FSR al Centro di Riciclaggio di Vedelago (CRV) che, attraverso la sua terza linea collegata direttamente all’impianto di estrusione, produrrà estruso certificato che sarà venduto come materia prima seconda alle industrie manufatturiere ed edilizie.
La proposta dell’azione sinergica fatta dal CRV al comune di PdA è stata quella di avere sia vantaggi economici sia vantaggi ambientali.
Le azioni di miglioramento richieste dal CRV a PdA rispetto al già ottimo processo processo di raccolta (era al 75%) sono state in sintesi:
1 – Verificare la quantità e la qualità della FSR dopo iniziative di riduzione e miglioramento
2 – Tracciare da quali quartieri arrivavano i carichi della FSR, per eventuali correzioni.
3 – Esame merceologico puntuale della FSR per individuare gli scarti più facili da eliminare con azioni informative ai cittadini (pile, carta, organico, metalli, etc).
4 – Azioni di miglioramento qualitativo (imitando esempi del comune di Maserada o altri) per raccolte pannolini a parte, incentivi per conferimenti diretti all’isola ecologica, etc
In un mese dal 32 % dell’organico nella FSR si è passati al 15% in continuo miglioramento, con riduzione drastica nella FSR anche di carta, tessuti e metalli.
La FSR di PdA, quando entra nella terza linea del CRV , attraverso la selezione manuale si estrae ben il 28% fra batterie, imballaggi vari di plastica, carta, che hanno ulteriori rimborsi CONAI, per cui si è abbassato il costo del conferimento da 100 euro/t a circa 70 euro/t, e con ulteriori miglioramenti si è prospettato un costo di 50 euro/t.
La selezione manuale che avviene al CRV si strapaga. Infatti produce qualità del materiale e realizza buoni prezzi di vendita, nonché facilitazione di collocamento nel mercato. Infatti, mentre con i lettori ottici, per esempio sulla selezione della plastica, si ottiene circa il 10% di impurità, con la selezione manuale al CRV si viaggia sul 1-2 %, qualità che viene premiata dal consorzio italiano riciclo plastica COREPLA per ogni punto in meno rispetto al 10% che è il massimo di impurità consentito. Al CRV vanno su questo migliaia di euro di premi al mese, risparmiando anche sui lettori ottici e fornendo occupazione.
Anche COREPLA, che nella separazione degli imballaggi di plastica conferiti, ne manda in discarica o incenerimento circa il 50% (al costo di circa 400 euro/t), dall’attivazione di questa linea di estrusione, paga al CRV questo sovvallo chiamato “plasmix”, 100 euro/t per il suo riciclo totale, lasciando in più al CRV anche i proventi per la vendita del granulato.
Il COREPLA è diventato uno dei maggiori clienti del CRV.
Quindi ora nella terza linea, attualmente diventata la più importante del CRV, entra Plasmix, FSR di PdA, Rifiuti Industriali Assimilati agli Urbani (RIAU), ingombranti secchi e/o scarti delle industrie.
Nella terza linea, inoltre, per migliorare l’output da estrudere, si sono installati in serie, non uno ma due meccanismi sia di estrazione dei metalli ferrosi sia dell’alluminio, quest’ultimo incentivato dal consorzio dell’alluminio CIAL.
L’input alla terza linea di estrusione, può essere modulato per fornire ben dodici ricette di estruso, a seconda delle richieste dei clienti delle industrie manufatturiere e dell’edilizia.
Alla produzione di granulato estruso della terza linea sarà a breve aggiunto un impianto che amplierà le potenzialità e la qualità del granulato certificato, emettendolo in forma sferica ed espansa, per facilitare le lavorazioni manufatturiere e le applicazioni per la coibentazione nell’edilizia.
Le applicazioni pratiche e di processo vengono sviluppate in collaborazione col CRV, dal settore ricerca della Società spagnola ACCIONA, operante nel settore del calcestruzzo, con finanziamenti UE per 300 mila euro per l‘impianto (max finanziamento 60%) e 250 mila euro per la ricerca.
Inoltre il CRV, in partnership con CETMA, un consorzio brindisino (che comprende l’ENEA), di 82 ricercatori, cofinanziato dalla UE e dalla Regione Puglia per un budget di ricerca pari a 16 mln di euro, produrrà delle iniziative sulla ricerca ed il miglioramento della qualità di questi prodotti per procurare eventuali miglioramento degli standard europei.
L’assessore all’ambiente della provincia di Belluno, Pison, sull’esempio economicamente ed ambientalmente vantaggioso di PdA ha promesso pubblicamente di portare avanti per i Comuni della Provincia, un processo di gestione della FSR attraverso l’estrusione col metodo CRV.
TERZO ESEMPIO: Il Consorzio GAIA di Colleferro (Roma)
Il Centro Riciclo Colleferro (CRC), Società privata, è stato autorizzato alla costruzione e gestione di un impianto di selezione, cui farà seguito un impianto di riciclo, a servizio del Consorzio Gaia, composto da 52 comuni, attualmente diretto dal sig. Galuppo (ex direttore APS di Padova), in rapporto di consulenza con il Centro Riciclo di Vedelago.
L’input all’impianto del processo di estrusione verrà dai Comuni del consorzio GAIA e sarà composto dalla frazione secca residua (FSR), raccolta in modo ottimale per essere estrusa e dalle frazioni secche riciclabili della plastica.
Con la consulenza del CRV, il Consorzio GAIA ha sviluppato un piano di raccolta che per ottobre-novembre 2008 sarà in grado di avere una FSR adatta per l’impianto di estrusione.
Il sig. Talone, gestore della discarica di Colleferro, collocherà l’impianto di estrusione a fianco della discarica di Colleferro che è prossima all’esaurimento.
La paura dell’esaurimento della discarica di Colleferro ha spinto anche il Consorzio GAIA ad adottare con sollecitudine questo metodo di riciclo totale dei RSU, guadagnandoci.
Infatti, il granulato certificato dell’estruso sarà utilizzato dal sig. Talone nei manufatti in cemento per l’attività edilizia che possiede già, come qui da noi nel Veneto lo stanno utilizzando le industrie edilizie Fassa e Gregolin.
CONCLUSIONI
Con questa breve relazione ho voluto descrivere quanto importante sia la sinergia tra etica ecologica ed etica industriale, due direttici che portano in definitiva verso un’unica direzione, la capacità di conciliare risparmio ed efficienza per un futuro migliore.
In questo senso invito alla chiusura del cerchio verso RZ anche il Consorzio Priula TV2 e TV3, consorzi con eccellenti metodi e risultati di RDS, ma che non sono ancora in grado di rispondere al riciclo totale della FSR. Infatti nei loro ultimi bollettini consortili si parla di realizzare CDR di qualità da smaltire. Inoltre il Presidente del TV3 ha pubblicamente affermato a settembre 2008 che occorre un cancrovalorizzatore perché hanno tanto residuo che rimane dopo la RDS.
Invito quindi il TV2 e TV3, che attualmente sono in fase di ristrutturazione impiantistica per le frazioni riciclabili e residue secche, ad orientarsi subito a miglioramenti di RDS in modo che possano produrre una FSR per i RSU e RAU che possa essere riciclata totalmente attraverso un processo tipo CRV.
Assieme a TV2 e TV3 si invitano anche tutti gli altri piccoli e grossi operatori istituzionali pubblici, semipubblici e privati ad operare urgentemente affinché sia seguita questa strada già tracciata perché oramai non sono ammessi ritardi a causa dei limiti delle risorse terrestri ed dell’inquinamento ambientale.
Invito tutte le organizzazioni ecologiste ed i comitati che si battono contro i cancrovalorizzatori e le discariche, a far proprio questo documento il quale dimostra che la filosofia RZ non è più un’utopia. Li invito a premere affinché si moltiplichino in modo capillare, e siano replicate a centinaia, queste esperienze flessibili, magari in tutti gli 8100 Comuni italiani. Infatti esse sono basate prevalentemente sulla migliore cultura metodologica e sulla semplificazione dei processi industriali. Una filosofia che soddisfa in pieno due principi base nella gestione dei rifiuti: il principio di responsabilità individuale attraverso la raccolta domiciliare spinta ed il principio di prossimità cioè la capacità di smaltimento totale in loco dei propri scarti, attraverso il riciclaggio totale.
L’obiettivo è quello di FERMARE gradualmente la sessantina di cancrovalorizzatori di RSU e RAU esistenti in Italia e le decine di nuovi cancrovalorizzatori pianificati irresponsabilmente. Ridurre inoltre la saturazione delle discariche, allungando la vita delle esistenti, possibilmente all’infinito, senza doverne aprire di nuove.
Nel nome della tutela della salute e della biodiversità dell’ecosistema, per la nostra e per le future generazioni.
Cordiali saluti
Gianluigi Salvador
Referente energia e rifiuti WWF Veneto
Del direttivo nazionale MDF (Movimento per la Decrescita Felice)
TREVISO SERVIZI

La Trevisoservizi SRL è l’azienda partecipata del comune di Treviso che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Per esattezza di informazione questa partecipata non svolge solo questa mansione, si occupa altresì della gestione del verde pubblico, della gestione dei cimiteri etc. etc. ma in questo scritto valuteremo solo un aspetto relativo alla gestione dei rifiuti.
Il Comune di Treviso applica una Tassa Igiene Ambientale “TIA” (meglio conosciuta come “tassa asporto rifiuti”) che viene poi interamente devoluta alla TrevisoServizi per l’espletamento di questo servizio. Durante l’ultimo esercizio il totale in euro TIA esatto nel Comune di Treviso è stato pari a 11.400.000.
Tale somma raccolta serve alla TrevisoServizi per coprire le spese della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti: la gestione degli automezzi, il personale tecnico e amministrativo, la gestione dei cassonetti e delle campane, i costi di conferimento, la gestione del CARD (Centro Ambientale Raccolta Differenziata).
Allo stato attuale il Comune di Treviso non effettua una raccolta differenziata spinta “porta a porta” e questo comporta una quota percentuale di rifiuto secco non riciclabile pari a circa il 50% del tonnellaggio raccolto. Questo fa di Treviso il Comune peggiore nella provincia in quanto a quantità di rifiuto indifferenziato. C’è da dire, ad onor del vero, che alcune difficoltà oggettive nella realizzazione di un progetto di differenziata spinta esistono, in primis una serie di contratti in essere che impediscono gestioni diverse, una conformazione del territorio che non agevola soprattutto nel centro storico una raccolta porta a porta e una carenza di mezzi specializzati all’uopo che dovrebbero essere acquistati.
Questo non vuole essere certo una scusante, anzi, il Comune può e deve fare di più, ma le difficoltà nella gestione non mancano davvero.
Allo stato attuale il rifiuto indifferenziato viene conferito presso il centro di smaltimento di Lovadina come da contratto sottoscritto dal Comune di Treviso, mentre la parte differenziata viene conferita presso centri specializzati per il tipo di materiale raccolto.
Ad oggi non esiste un regolamento specifico che disciplina la raccolta dei rifiuti differenziati, un cittadino infatti non può essere multato se sbaglia cassonetto o se non si attiene alle regole di raccolta, fatto salvo ovviamente il regolamento dei vigili urbani o altri regolamenti comunali che riguradano il decoro e la pulizia e igiene del territorio. Questo a mio avviso è una grave mancanza, credo che il Comune dovrà munirsi a breve di uno strumento che possa in qualche modo permettergli di esercitare un ruolo di controllo migliore di quello che attualmente utilizza.
In questo periodo ho avuto modo di parlare spesso di queste tematiche con importanti figure istituzionali del Comune trevigiano e in alcuni casi ho trovato una sincera attenzione alle problematiche inerenti a questo servizio. Forse come spesso accade nella pubblica amministrazione il carrozzone segue una strada a prescindere da chi manovra il mezzo, una brusca sterzata spesso, sembra manovra impossibile. Io continuerò il mio lavoro di “Virus”, forte del fatto che “stanno affiorando alcune crepe nel muro”.
Come dice Beppe Grillo, loro non mollano….. Noi nemmeno.
David Borrelli